blog di IGNAZIO AMICO
Voglia di giocare
Mentre vago nel parco all'imbrunire,
con l'occhio perso dietro i miei pensieri,
correndo mi si accosta un bel bambino,
tutto felice, le braccine aperte,
e con grazia alzandosi sui piedi
mi mette in mano un rosso palloncino.
Con quel gesto innocente e generoso
egli vuole che giochi pure io
e che mi lasci andare spensierato
ai trastulli d'un tempo assai lontano,
quando con niente ci si divertiva
a correre sull'erba a perdifiato.
Che voglia d'accettare quell'invito,
di lasciare ogni cruccio e scorrazzare
fra gli alberi facendo il nascondino
o imitando il verso degli uccelli
e ridere e strillare a squarciagola,
saltando a piedi uniti ogni gradino.
Ma all'improvviso suona una sirena
che indica già l'ora di chiusura;
è tardi ormai per pensare al gioco
e neppure domani sarà data
la gioia di rivivere un passato
che ancora brucia dentro come un fuoco.
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ALLA MIA DONNA
Amare te è una favola
vissuta nel reale,
un dolce sogno, un'estasi,
un fuoco che m'assale.
Negli occhi tuoi specchiandomi,
scopro tanta poesia,
celestiale musica,
dolcezza ed armonia.
Il tuo sorriso ammalia,
contagia e spande luce,
la voce è carezzevole,
sensuale e mi seduce.
Stare con te è fantastico,
in te ho il mio tesoro,
starò sempre a proteggerti,
mio bel caschetto d'oro.
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Pescatore
La pelle arsa di sole e di salsedine,
t'avventuri sull'acqua o pescatore,
ferma la mano sul timone e fissi
l'orizzonte con l'occhio scrutatore.
Esposto ad intemperie, a notte infida,
lontano dalla terra in sonno avvolta,
tu oscuro eroe affronti ogni periglio
e speranzoso segui la tua rotta.
Ti sbalza l'onda, fischia forte il vento,
senti sul volto lo schiaffo del mare,
ma impavido ora getti le tue reti,
trovi la forza pure di cantare.
Che la fortuna premii il tuo coraggio
e soddisfatto possa rientrare
al tuo porto, in mezzo alla tua gente,
nel caldo d'una casa a riposare.
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Sogni
Nutrire sogni è vivere,
cullare nella mente
idee che ci soggiogano
e che non costan niente;
perdersi a vagheggiare,
sempre guardando avanti,
miraggi inverosimili,
progetti strabilianti
è sferza per lo spirito
e ci mantiene in vita,
rendendo più eccitante
la nostra breve gita.
Se i sogni non s'avverano,
bisogna aver costanza:
é già sostegno e stimolo
la semplice speranza.
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Il vento
Odo fischiare forte il vento,
un suono inquietante, prolungato,
come di cento zufoli soffiati
da bocche poderose impazzite.
Rievoca ululati lontani e sinistri
di fameliche fiere dentro il bosco,
fra alberi spettinati e stanchi.
Tutto è in balia del vortice
che ogni cosa solleva e trascina:
al suo passaggio ogni fronda
timorosa e paziente s'inchina.
Potesse questa potente furia
finalmente spazzare dalla mente
quest' arida e cupa tristezza
e diradar nel cielo le nere nuvole
dei miei cupi pensieri,
così che il mio ritaglio
di luminoso azzurro
sorrida agli occhi miei
e mi dia pace.
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Dissennata umanità
Alma natura, pura energia cosciente
cui tutto l'esistente si rapporta,
madre amorosa che nulla chiedi in cambio
e tutto doni feconda e generosa,
bellezza ti connota, forza e potenza,
crei, trasformi, rigeneri ogni cosa.
In un disegno di mani sapienti,
ogni elemento in te unità trova,
luce, colori, caldo, freddo, suoni
sono intrecciati da nesso profondo,
forze diverse e regole perfette
tengono in equilibrio tutto il mondo.
E questa umanità che ha il privilegio
fra l'altre creature di pensare,
cosa si studia come ricompensa
per tanti doni che le vengon dati?
Sconvolgere le leggi e l'ambiente,
distruggere da veri dissennati.
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Il merlo
Fedele merlo che timidamente
saltellando sul fresco prato vieni,
t'appressi a me scrutandomi curioso,
gaio compagno di giornate vuote;
frughi fra l'erba, poi, tutto d'un tratto,
a posare ti vai sul grande abete
e fischi spensierato e soddisfatto.
Mentre assorto ti ascolto, mi domando
a chi diretta sia la melodia,
se alla compagna che lontana ascolta
o se tu grato inneggi alla Natura,
che un essere felice di te ha fatto,
senza l'angustia di miserie umane,
dandoti ali per volare alto.
Libero sei, esprimi la fortuna
d'essere sciolto da lacci e catene,
padrone ognora di levare un canto
o spiccare il tuo volo, senza cura
di chiederti ogni giorno con affanno
cosa riservi l'incerto futuro,
pago d'essere al mondo qualche anno.
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Rami spogli
Nel mio vuoto autunno,
ad una ad una vedo cadere
le foglie dei miei sogni
e spogli rami spettrali
come braccia imploranti
si protendono al cielo
a chiedere perché,
ad implorare pietà.
Avessi ancora il tempo
di inventarmi un destino,
di librarmi nel cielo infinito
per guardare lontano
e cercare palpiti antichi,
emozioni smarrite,
stimoli vecchi e nuovi
che danno senso alla vita.
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PASSAGGIO
Strade percorse verso il nulla,
letto di fiume che mi consegni al mare
ad abbracciare l'incerto.
Chi fermerà la mia corsa
incontro al baratro,
quali braccia troverò protese
a rallentare la mia caduta ?
Intanto fischia il vento
alle mie spalle
e mi spinge in avanti
inesorabile il tempo.
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- 33 letture
Sconforto
Mi pongo domande
ma il vento ricopre
risposte lontane;
immane il ricordo m'assale
e torno a guardare
orizzonti perduti
e voli di liberi uccelli
stagliati nel cielo.
Rimane il mio grido
disperso nel tempo,
nemmeno il conforto d'un eco;
di cupa mestizia si veste
quest'aria che ora respiro,
svanisce il sorriso
e privata dell'ali
rovina speranza.
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MALIARDA SCONOSCIUTA
Minuscolo ritratto,
un profilo nobile e altero,
due occhi d'un languore soave.
Capelli morbidi e fluenti
incorniciano un volto
armonioso, attraente.
Troppo poco per appagare il cuore,
tanto per sognare e soffrire.
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- 48 letture
In sintonia con la Natura
In un amplesso tenero ed appagante,
mi stringo a te, alma Natura,
per cogliere ogni tuo palpito
e respirare il tuo respiro,
e vestito dei tuoi colori,
inebriarmi dei tuoi olezzi
e trarre pace e delizia
dalla soavità della tua armonia
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- 31 letture
AMO LA NATURA
Che gioia sentire
il respiro del mare,
il franger dell'onde,
il vento fischiare.
La pioggia sul tetto
udir picchiettare,
vedere la neve
al sole fioccare.
Il canto d'un merlo
mi porta lontano,
m'affascina il volo
d'un bianco gabbiano.
Se un arcobaleno
disegnasi in cielo
rimango rapito,
raggiungerlo anelo.
Che doni superbi
ci offre Natura:
sapessimo almeno
averne più cura!
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- 48 letture
MAGIA DEL BOSCO
Tremule foglie che vibrano al vento
tingono il bosco di caldo colore
e di sussurri allegri empiono l'aria,
filtrano i raggi del sole che muore.
Dolce frescura sulla pelle sento
e delizia mi dà sentire uccelli
gorgheggiare non visti tra le fronde
e il veloce fuggir di serpentelli.
Che pace intorno a me, che poesia,
farsi coprir dal manto di natura,
sentire di far parte del creato
e di null'altro prendersi più cura.
Vorrei che qui finisse la mia corsa,
protetto da giganti poderosi
cullato da soavi melodie,
inebriato da muschi odorosi.
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AMORE E MUSICA

foto dell’archivio di Thokrates
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Sulla spiaggia ho portato una chitarra
e questa sera, al chiaro della luna,
voglio comporre una musica nuova
bella come finora mai nessuna.
Seduto sopra un tronco abbandonato,
una guancia appoggiata allo strumento,
tocco le corde che voglio intonare,
rubando il mi al sibilar del vento.
E porgo ascolto al mormorio del mare,
della risacca il ritmo cogliendo,
l'infrangersi dell'onde sugli scogli
mi serve come voce in controcanto.
Soave melodia al ciel si leva,
i faraglioni sembrano vibrare,
da dietro ad una nuvola s'affaccia
sorridente la luna ad origliare.
Canta il mio cuore, suona la chitarra,
il vento e il mare cantano con me,
anche le stelle sembrano apprezzare
questa canzone dedicata a te.
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- 34 letture
AMO LA VITA
Amo i colori dell'arcobaleno,
amo il profumo della terra bruna,
le forme che disegnano le nuvole,
il luccichio del mar sotto la luna.
Amo l'imponderabile, il mistero,
il palpito del cuore, l'incertezza,
restar sospeso fra la terra e il cielo,
a vagheggiar modelli di bellezza.
Amo il languor degli occhi di una donna,
il sorrisetto furbo di un bambino,
avvertire il calor dell'amicizia,
giocar le mie partite col destino.
Amo il ricordo dell'età felice
della mia giovinezza già svanita,
senza malinconia, senza rimpianti:
amo ciò ch'è presente, amo la vita.
Zeliezovce, 14/9/2007
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- 41 letture
NOI, PARTICELLE DI VITA COSMICA

Avverto nell'aria, possente,
il cadenzato respiro dell'universo,
il pulsare degli astri, quasi passo
di ritmica danza di divinità remote,
il gioioso fruscio delle comete.
Una dimensione misteriosa
di spazi senza limiti,
di tempo senza ore,
dove sapiente e perfetto disegno
muove da sempre un mondo
ordinato e silente.
Oh quanta gioia, quale orgoglio
essere un pur misero granello
nella giostra dell'incommensurabile,
dell'eterno programmato divenire,
in questa ineffabile realtà che è la vita.
Corciano, 12/10/2007
book fotografico di xamad
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MUSICA, DONO PREZIOSO

Musica, arcana essenza sovrumana
rubata al sibilare tra le canne,
al sussurro gioioso dei ruscelli,
allo stormir delle boschive fronde;
figlia del gaio canto degli uccelli,
del mormorio sommesso delle onde.
Le note tue, affascinanti e lievi
particelle di cosmiche armonie,
ristoro per la mente e per il cuore,
hanno cullato i nostri primi anni,
incoraggiato il giovanile amore,
l'animo rinfrancato dagli affanni.
Farsi rapire dalle tue volute,
inebriarsi delle tue carezze
è quanto di più bello esiste al mondo.
Che sia il dolce tocco d'un violino,
un gran concerto, una canzone, in fondo
porti sempre l'impronta del divino.
Corciano, 19/10/2007
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SCHERZOSE PRESENZE
Quando, fresco di nomina, era arrivato in paese per cercare un alloggio dove trasferirsi con la propria famiglia, il maestro Felice Cannestraro, cui un sensale del posto aveva proposto di prendere in affitto una certa casa in zona piuttosto centrale, era stato tirato in disparte dal bidello della scuola, il quale gli aveva sussurrato in un orecchio: "professore, lasci perdere quella casa, ascolti uno che le potrebbe essere padre". Ma un po' perché il quartiere gli piaceva, un po' perché il prezzo dell'affitto era allettante, aveva stipulato regolare contratto di locazione per un anno, rinnovabile tacitamente alla scadenza. Gli aveva pure procurato alquanto fastidio che un semplice ausiliario della scuola si fosse presa la libertà di dargli consigli non richiesti su affari che non lo riguardavano.
Vincitore di un concorso a cattedra per l'insegnamento di ruolo nelle scuole elementari, traguardo raggiunto dopo ben nove anni di supplenze brevi svolte nella sua regione di origine, la Campania, Felice Cannestraro di Napoli, trentaduenne di gradevole presenza, affetto da leggera balbuzie, sposato da quattro anni, era stato destinato ad una scuola del mio paese.
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IL MIO PAESE TANTI ANNI FA
Il mio, o meglio quello che mi ha dato i natali, è un grosso paese della Sicilia occidentale, ma il suo nome non ve lo rivelerò mai, nemmeno sotto tortura. Perché? - vi chiederete - Ma perché si tratta di un paese speciale, caratteristica che lo propose, negli anni 60, all'attenzione del mondo intero. Starete pensando forse a giacimenti petroliferi scoperti nel suo sottosuolo, a miniere di metalli preziosi venute alla luce, a qualche fatto di cronaca che avesse stupito il resto dell'umanità: nulla di tutto questo. Il mio paese, in quegli anni di miseria, semplicemente divideva con un altro Comune limitrofo un triste e poco lusinghiero primato, quello di trovarsi nel più terribile quanto inimmaginabile stato di vivibilità ambientale.
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