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Caro Totò
che piacere rivederti e risentirti
nelle tue battute stravaganti,
nelle tue facce bizzarre e a volte un po’ stanche.
Quel tuo modo di fare buffo che avevi
conquistava e ancora conquista mondi interi.
*
Caro Totò
tu riuscivi a ridere nella tristezza
senza che questa ti portasse via.
Sciacqua la pioggia il mio animo spoglio,
cerco la quiete che pigra attende
un destino incerto e che forse non voglio.
Sbroglio incertezze fatte a catene
che sempre m’assediano come leste iene,
Attendendo un mio cedimento
pazientano voraci il mio cadere,
ma non realizzerò il loro compiacimento,
le mie debolezze saranno dissipate
dall’acqua che infine le avrà estirpate.
Tossisco fili di luce
che tra loro si intrecciano
creando sogni spezzati.
Rantoli di parole
gorgheggiano esausti
nel mio cuore,
sterili emozioni
divagano senza senso,
si dibattono prepotentemente,
eppure non trovano ragione apparente
per seguire una giusta direzione,
la vita va perdendo colori e sfumature
e nella mia testa s'aprono mille congetture.
*
Respirano le nuvole
Stanotte la luna si sbrina
da nubi che la accerchiano
e che non c’erano prima,
*
scintille diamantate brillano
in riflessi di luci che stingono
e colano sogni romantici
per coloro che ci credono
per coloro che non cedono.
*
Ora guardala ancora
e scorgi una sola parola
…SOGNA!
***
Marzo 2008
Scadono stanche verità
ove s'accasciano e muoiono,
nascono nuove banalità
in anelata fantasia
mentre s'increspa la vita mia.
*
Ritorco riccioli di quotidianità
fingendomi libera
e mento soffocando spontaneità,
prigioniera per convenienza
in una vita che sempre è apparenza.
*
Lamentele di catrame
che s’appiccicano al tuo tempo,
derubandoti del tuo vento
Dissolvo in acidi di vita
questioni aride di strade
e stringo cappi alle parole
inutili e fragili doveri.
*
Rinnovo vecchi guardaroba
di gioie antiche a ricordare,
la vita muove le pedine
su scie di lucida perfidia...
*
è questa oggi la mia sfida,
rinascere in segrete sotterranee
di evanescenti storie invane
e creder d'essere più che astuta
in questo camminare obliquo.
***
Re Giuseppe arrivò sulla guglia giusto in tempo per vedere suo figlio Libero correre incontro alla regina e assistette a tutta la scena incredulo. La regina urlava e poi si dissolse in un boato di luce oscura.
*
Principenero combatteva alla stregua delle forze, si era affiancato a Rullianus davanti al portone principale del villaggio.
Inevitabilmente si contavano i morti sia da un lato che dall’altro.
Si udirono delle grida. Rullianus alzò la testa e vide che sulla guglia imperversava uno scontro. Sortilegio stava avendo dei problemi e da lui dipendeva la riuscita della battaglia.
Sortilegio non ebbe bisogno di chiedere nulla, aveva già capito dove conducevano quelle scale: sulla guglia dove era posizionata la spina di rosa. Salirono velocemente.
*
La regina Patrizia osservava dalla sua collina la battaglia che infervorava. Gnappo la raggiunse in pochi istanti, fluttuando al suo fianco. Aveva un sorriso maligno e dispettoso.
*
Ninì si dirigeva verso un’uscita secondaria delle mura del villaggio. Voleva vedere con i suoi occhi quel che si diceva. Suo marito ittoilg non poteva far parte delle truppe della regina. Era davvero costei così potente? Controllava le menti di tanti uomini?
Libero non era mai stato un principino modello, piuttosto monello. Disobbediva volentieri agli ordini, per gioco, per dispetto. Del resto si annoiava a seguire le direttive dei genitori, ma era un tipetto sveglio...questo sì. Spesso si perdeva nel Palazzo Reale e ormai ne conosceva ogni centimetro.
Capodicasa e Nunzio decisero di seguire silenziosamente l'esercito, una volta arrivati al villaggio avrebbero potuto fare in modo di raggiungere Tiziana.
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“Cosa???” disse Sortilegio strabuzzando gli occhi.
La regina era riuscita nel suo intento. L'esercito stava facendo ritorno al regno Altramusa, ma non avevano intenzioni amichevoli. Fu allora che Rullianus apprese la gravità della situazione: avrebbe dovuto spiegare ai suoi uomini che dovevano combattere contro i loro compagni d'un tempo.
Velocemente Rullianus lasciò delle direttive a Grisby, mentre lui raggiungeva re Giuseppe per avvisarlo e poi un altro rapido pensiero. Dovevano mettere in salvo le donne e i bambini nel rifugio, intravide Rita da lontano e le spiegò la situazione velocemente.
“Prendi la principessa Sempresveva, Ale e Libero e portali nel rifugio e avvisa gli altri del villaggio...ma che sia una cosa veloce”.
Rita cominciò a correre tutta trafelata e tirandosi su la veste, sempre per non inciampare.
Arrivò da Sempresveva tutta rossa in viso e quasi non riuscì a parlare subito.
Tiziana arrivò davanti alle porte del villaggio Querceti, o meglio, il regno Altramusa. L'atterraggio non fu dei migliori, infatti atterrò con suo magico posteriore. Si maledisse per non essersi portata dietro un cuscino, poi ci pensò su e decise che più tardi se la sarebbe presa con i suoi apprendisti per non averci pensato loro, sempre che ci fosse stato un più tardi.
Busso al portone. Ad aprire fu Renyz.
“Chi siete voi? Non vi ho mai vista!”
“Sono la maga Tiziana...è già arrivato Sortilegio?”
“Chi mi dice che siete chi dite e poi anche se fosse, non posso far entrare gente non ben identificata.”
“D'accordo”. Tiziana era esasperata.
“Chiamatemi immediatamente Sortilegio. E' accaduta una cosa terribile”.
Renyz la fece entrare ma sempre guardandola con sospetto mandò una donna del villaggio che passava di lì in quel momento.
Sortilegio parte al galoppo verso il regno Altramusa per recuperare la spina di rosa, unica arma in grado di distruggere la regina Patrizia. Tiziana, Capodicasa e Nunzio il buono restano a guardia del bosco...ma qualcosa sta per accadere...
Mentre Tiziana resta in casa di Sortilegio a consultare i libri, i due apprendisti si trovano fuori a perlustrare il bosco e...
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“hai sentito?”
“Nunzio ora non esagerare”
“shhhhshhhhhhh...non parlare”.
Nunzio aveva un udito eccezionale e un sesto senso da far invidia a un gatto.
“Sta succedendo qualcosa...Guarda!”
Nunzio alzò il braccio davanti a lui e davanti ai loro occhi cominciò a manifestarsi una strana trasformazione. Un albero, si agitava con tutti i suoi rami, i quali si accorciavano, alcuni andavano assorbendosi e infine restò davanti a loro un uomo. Dietro di lui altri alberi subirono la stessa trasformazione.
I due corsero subito in casa ad avvisare Tiziana.
Sortilegio è in difficoltà con l'incantesimo che dovrebbe distruggere la regina Patrizia. Fortunatamente sopraggiunge la maga Tiziana che svelerà l'arcano del regno di Altramusa ....
buona lettura....: )
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Tiziana inizia a raccontare la storia antica di Altramusa.
“Dovete sapere che il regno Altramusa fu fondato più di 100 anni fa. Si narra che la Prima regina di allora amasse molto le rose e fece realizzare dei giardini con moltissime rose, di ogni colore. Da allora fu chiamato il Palazzo delle rose. La maga del regno di allora fece poi un incantesimo a difesa dell'intero regno. E mise un pinnacolo, grande poco più di una spada, sulla guglia più alta del palazzo. Quel pinnacolo nascondeva in sé un grande potere ed era simbolo di forza per tutto il regno.
La spina della rosa, fu chiamata. Deve essere per forza lei”.
Sortilegio la guardò meravigliato e poi si sedette sulla sedia, non sapeva che dire. Era stato stolto. Ma lui non aveva studiato la storia dei regni, non così in là nel tempo. Solo i maghi veri studiavano in maniera così approfondita.
Si rialzò di scatto.
“Presto allora devo andare”
“Dove? Veniamo anche noi”
Sortilegio prepara incantesimi di difesa per il bosco e intanto arriva tiziana, prestigiosa maga del regno Asimov, per dargli una mano.
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Sortilegio era soddisfatto di sé. L'incantesimo di protezione per il bosco era ultimato.
Tornò nuovamente a consultare i libri dove si parlava di incantesimi atti a distruggere il male, ora identificata nella Regina Patrizia.
C'era una formula che non riusciva a capire...una controformula che avrebbe dovuto dissolvere il sortilegio maligno lanciato dalla regina sui soldati di Altramusa...l'incantesimo che li aveva trasformati in alberi.
La formula diceva che solo una spina di rosa avrebbe distrutto l'incantesimo maligno e chi lo aveva generato. Sortilegio per mesi aveva tentato di ricreare la pozione con tutti gli ingredienti: aveva provato con spine di rose, con una sola spina, con una rosa con spine, con una rosa senza spine, non sapeva più che pesci pigliare e si era arreso....C 'era qualcosa che gli sfuggiva e non capiva cosa....
D'un tratto sentì bussare alla porta.
Chi mai poteva essere nel cuore della notte?
Tiziana negli ultimi anni si era dedicata anima e corpo allo studio della magia.
Lei e pochi superstiti del regno Asimov, erano riusciti a salvarsi e si erano rifugiati sui monti marini.
Tiziana aveva perso la sua famiglia e a dire il vero ogni abitante del suo piccolo villaggio aveva perso la propria famiglia. Erano uniti dal dolore. Ma Tiziana non si era mai voluta chiudere nel dolore e basta. Lei cercava il riscatto della sua gente. Così si era dedicata anima e corpo allo studio della magia. Erano passati tre anni e ora aveva poco più di venti anni, ma era dotata di una saggezza che le era valso il titolo di saggia del villaggio. Sapeva ormai praticare piccoli incantesimi per guarigioni, ma erano gli incantesimi offensivi che stava cercando di allenare.
La fama di Sortilegio era giunta fino al suo villaggio e così aveva deciso di partire per raggiungerlo. Il viaggio non avrebbe richiesto non più di un paio di giorni. Ma non partì da sola, c'erano altri apprendisti maghi con lei e decisero di partire tutti insieme.
Nunzio il Buono aveva già preparato i cavalli mentre Capodicasa stava arrivando con le provviste.
Partirono all'alba.
La principessa Sempresveva decide di raggiungere Sortilegio in gran segreto, il re Giuseppe e la regina Giunone, suoi genitori, non devono venire a sapere di questo incontro perchè Sortilegio è ritenuto un traditore. Ma Sempresveva decide di ascoltare l'amore che ancora prova per Sortilegio e decide di volerne sapere di più sulla crudele regina Patrizia che dovrebbe attaccare da un momento all'altro. Nessa sua disperazione decide di chiedere a ser Rullianus di farsi accompagnare, pur sapendo che questi è innamorato di lei. Rullianus accetta a malincuore...
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Sortilegio stava provando alcuni incantesimi di difesa per il bosco. Blandi a dire il vero...
Praticò qualche stregoneria anche per la sua vecchia armatura e per la sua spada. Sapeva questi trucchetti non avrebbero fermato a lungo la regina...ma intanto guadagnava tempo.
Sentì un rumore e un nitrire di cavallo.
Corse fuori e vide due figure avvolte dall'oscurità su di un cavallo.
“Chi siete?”
Senza una parola, una delle due figure scese da cavallo, ancora Sortilegio non ne vedeva il volto...lentamente sguainò la spada.
La regina Patrizia si è risvegliata dall'incantesimo di Sortilegio. La regina vuole recuperare l'esercito trasformato nel bosco degli alberi che solo Sortilegio sorveglia. Corre al villaggio per avvertire re Giuseppe del regno di Altramusa del pericolo che su di loro incombe, ma quest'ultimo lo caccia in malomodo, solo la principessa sempresveva crede alle sue parole...vuole raggiungerlo...e chiama in aiuto Rullianus per chiedergli di accompagnarla da Sortilegio in gran segreto....
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Sortilegio entrò in meditazione. Aveva bisogno di calmarsi per cercare cosa era meglio fare, ma non era facile. Sbuffò. Cosa insolita per un vecchio saggio e quindi inarcò il suo sopracciglio. Gli venne un'intuizione curiosa e un po' pazza. Si mise nuovamente sui libri di stregoneria. Non poteva invertire il maleficio della regina ma forse poteva tentare qualche incantesimo di difesa, giusto per guadagnare tempo.
Poi sentì un rumore...
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Ser Rullianus entrò nelle stanze della principessa Sempresveva.
Sortilegio si reca da re Giuseppe per avvisarli del pericolo ma questi non gli dà credito e lo caccia in malo modo dal villaggio...
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Ai cancelli del villaggio trovò Grisby ed Odisseo. Sortilegio fece per uscire e mentre traversava il confine fu raggiunto da un bambino di circa 12 anni. “hei vecchio...tu sei quello del bosco vero?” Non c'era cattiveria né malizia negli occhi di quel bambino ma solo pura curiosità dettata dall'ingenuità fanciullesca. Sortilegio lo guardò un attimo e sorridendo disse “hei, non sono così vecchio”, bisognerà che mi tagli questa barba, pensò tra sé. Invece disse “Si...io ascolto gli alberi del bosco...” mentre parlavano sopraggiunse una ragazza un po' più grande. “libero...libero. Quante volte ti ho detto di non parlare con i forestieri”. “Scusa vecchio...sai...mia sorella Ale si preoccupa sempre troppo per me”. Sortilegio rimase a fissarli ancora un secondo, anche se in realtà era completamente assorbito dai suoi pensieri, poi si voltò per dirigersi verso il suo bosco. Doveva decidere cosa fare, la regina Patrizia non sarebbe stata troppo a lungo con le mani in mano.