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RAGAZZO di: Massimo Fini

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moncoeur

RAGAZZO ( Storia di una vecchiaia) di Massimo Fini

Valutazione:

3

Sinossi:

"L'eterno paradosso dei vecchi è che desiderano morire ma vogliono vivere"

Recensione:

Se esiste una apologia del nichilismo, Massimo Fini la sa spiegare benissimo ed attribuendola ad altri autori, cerca di allontanarla da se in maniera poco convinciente, anzi affatto convinciente. Massimo Fini, giunto alla veneranda età (dice lui) di sessant'anni, sostiene che la vita ha raggiunto un limite oltre il quale relazionarsi con altri e pensare od immagginare affetti contraccambiati sia utopico e irrealistico. Cita Epicuro che dice che non bisogna avere paura della morte: " Quando io ci sono la morte non c'è, quando c'è la morte non ci sono io". Sostiene che Epicuro dice una sciocchezza. Paradossalmente Fini dice: La paura della fine del mondo chi l'ha mai capita? Se muoiono tutti io muoio un po' di meno". Non desidero proporre citazioni in enorme quantità come fa Massimo Fini ma si evince dal libro che lo scrittore, saggista e giornalista che è trapassato dalla sua stesa vita, da quella che non gli è stata né facile né fedele. Arriva a dire ad una donna più giovane di lui che l'ama e che lo implora di volere stare con lui: "La mia vita è alla fine mentre la tua è all'inizio!" Dal momento ch'egli ritiene che la vita ad una certa età è conclusa... perchè si rifiuta di comprendere un futuro che potrebbe aprirgli spazi di serena felicità? La verità è che, dopo il suo naufragato matrimonio si vuole autocinvincere che la vita non valga più essere vissuta e che la sua età non gli consenta di rinnovare sentimenti e speranze. Difatti, torna a vivere nella sua antica casa dove visse con i suoi genitori ed i suoi amici che ancora vivono in quel condominio e che non hanno di che lamentarsi della loro condizione né della loro età ma, casomai, si sentono beneficiati dal sapore profumato della vita anche se in una età diversa. In questa casa ritrovata rivive i momenti della fanciulleza e della pubertà e, immaginando quei tempi, ripensa alle speranze e ai progetti da realizzare che poi, in maniera ampia, ha realizzò. Torna, quindi, a sessant'anni, a vivere un tempo non più suo e di questo fa una analisi come se fosse ancora un ragazzo dalla vita tutta da vivere. Mi sembra evidente che, nel chiudere un tragitto di vita dettato da un matriminio fallito, l'autore si assuma l'onere di credere che la sua vita non abbia più senso di essere vissuta. E si sente vecchio!
Ho sempre amato gli scritti di Fini per la loro equanime libertà di pensiero senza guardare da quale parte tirasse il vento politico ed assumendosi sempre e responsabilmente ogni critica che gli veniva e gli viene mossa. In questo libro, M. Fini, ha un evidente sintomo di decadenza andropasuale. Sente, infatti, il tempo passare e come un fiume vede l'acqua nella quale è nato scivolare via. Ma un fiume ha in se la purezza del rinnovamento che dura in eterno e che in questo libro l'autore sembra non vedere. Vede solo l'acqua stagnante allontanarsi e con essa anche il suo corpo ed il suo vivere. Si erge a protagonista di una vecchiaia che non è sua ed a un tempo che non sembra per lui più protagonista. Nulla di più falso. E' un libro autoreferenziale al negativo che mette in evidenza una stato parossistico, anche se momentaneo (credo) di umana depressione. Bello da leggere per riflettere sulle altrui ragioni del vivere nel contesto dell'età di ogniuno di noi.

Vincenzo Atzeni

Commenti

    Complimenti...

    Rita Minniti
    Complimenti per l'ottima recensione su un argomento molto interessante... tanto, quanto riflessivo e su cui ci sarebbero davvero un'infinità di cose da dire e da non sottovalutare. Problematica, questa dell'età, legata a diversi fattori di vita e del modo di come si è predisposti a viverla.
    Grazie per questo spunto di lettura, mi ha davvero entusiasmata.

      Ringrazio Vincenzo per

     
    Ringrazio Vincenzo per la recensione ottima che ha postato. Non nascondo che anche io ero invogliato alla lettura di questo libro, e devo dire che con questo tuo lavoro mi hai incuriosito ancora di più. Grazie.

    Non mi arrendo...

    indosso nuove ali

    e ricomincio a volare

    Analisi profonda di una

    Analisi profonda di una situazione non isolata.Fa riflettere molto se consideriamo che la società(può sembrare una frase fatta)comunque gira intorno ad una generazione sempre più giovane.Il disagio di vivere al negativo l'età adulta è legato senza dubbio ad un fatto caratteriale ed anche ormonale.Argomento vasto e da non sottovalutare.Avevo intenzione di comperare il libro,dopo aver seguito in tv un'intervista a M.Fini che ha stimolato la voglia di leggere la sua storia.Grazie per la tua analisi.