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Le stanze del cielo

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Anonimo
Autore:

Paolo Ruffilli

Editore:

Gli specchi Marsilio

ISBN:

883179423X

Pagine:

89

Prezzo:

12 €

Valutazione:

10

Sinossi:

Paolo Ruffilli è nato nel 1949. Ha pubblicato alcune raccolte di versi, tra le quali Piccola colazione (1987), che ha ottenuto l’American Poetry Prize, Diario di Normandia (1990, Premio Montale), Camera oscura (1992), Nuvole (1995) e La gioia e il lutto (2001, Prix Européen) e i racconti di Preparativi per la partenza (2003, Premio delle Donne). È autore di una Vita di Ippolito Nievo (1991) e di Vita, amori e meraviglie del signor Carlo Goldoni (1993). È curatore di edizioni delle Operette morali di Leopardi, della traduzione foscoliana del Viaggio sentimentale di Sterne, delle Confessioni d’un italiano di Nievo, di un’antologia di Scrittori garibaldini. Ha tradotto Gibran, Tagore, i Metafisici inglesi e la Regola celeste del Tao.

 

In questo nuovo libro Paolo Ruffilli conduce il lettore
in due territori a dir poco inconsueti per la poesia: lo spazio
concentrazionario «esterno» della prigione e quello «interno»
della tossicodipendenza, in entrambi i casi dietro
all’ossessione della perdita della libertà

Tabella dei contenuti:

Pensiero e immaginazione - di Alfredo Giuliani

60 poesie dell'autore

Recensione:

L'introduzione di Alfredo Giuliani mi sembra perfetta per presentare il libro:

A Ruffilli poeta interessano tutti gli aspetti della vita e in particolare quelli segnati dalla sofferenza e dal male. E, per misurarsi con il Male, usa i suoi mezzi di sempre: il passo felpato e breve, un partecipe distacco, la cantabilità sommessa e antilirica. Soprattutto non si lascia condizionare dall’apparenza dei fatti, perché la realtà è sempre diversa da quello che appare, anche dentro le celle di un carcere e nella tirannica schiavitù della droga. Meno che mai si arrende di fronte all’ipocrisia, alle paure e all’«odio infinito» che la società riversa sui suoi sciagurati.
Il procurare il male degli altri e il proprio, dentro l’enigma della vita, va considerato con più dubbi e meno certezze, al di là o dentro la necessità di amministrare la giustizia e di far rispettare la legge. Ruffilli, istintivamente, mette sempre in rapporto ciò a cui dà voce con il contesto sociale in cui si muove e parla. E può darsi che sia l’effetto dell’inclinazione narrativa sulla sua vocazione di poeta. Ma è un fatto che, fuori da qualsiasi volontarismo, la sua poesia è sempre anche «civile».

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Un libro che lascia l'amaro in bocca portando riflessioni su un mondo vicino quanto lontano. Un mondo risaputo ma di cui nessuno ha il coraggio d'incidere con le proprie emozioni. Mano a mano che si avanza nella sequenza delle poesie, si ripercorrono moltitudini di vite che ogni giorno annientano la propria anima. Poesie basate su diversi stili metrici anche se la figura retorica finale giunge sempre allo stesso concetto... il dolore. Personalmente ho apprezzato molto questo libro che tenta di aprire gli occhi alle persone, verseggiando con intensità e dignità di un mondo a parte.

Un libro da leggere e da riflettere....ottimi spunti e temi sempre evocativi.