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“Ho le mani strette col filo di ferro legate dietro la schiena, adesso non sento più neanche il dolore ai polsi, penso che i miei occhi sono rossi, un vigile ha gridato di non voler essere bendato e così abbiamo fatto tutti. Un tedesco ha sghignazzato alcune frasi incomprensibili e gli altri si sono messi a ridere. Vorrei piangere, vorrei gridare, ma devo resistere, devo mostrarmi coraggioso così come stanno facendo i miei compagni. Rosetta: dai un bacio forte forte al piccolo Ruggiero, quando saprai quello che ci hanno fatto non piangere ma di’ a tutti di non dimenticare. Mamma, papà: sapete che vi voglio bene, non disperatevi, un giorno questi criminali dovranno pagare se non davanti all’uomo almeno davanti a Dio. Prendetevi cura di Rosetta e del piccolo Ruggiero, lui mi cercherà, ditegli che sono partito per un lungo viaggio e che un giorno ci rivedremo, poi quando sarà più grande raccontategli la verità, anche lui dovrà sapere. Ecco, adesso stanno caricando i fucili, credo di non avere più tempo per pensare, credo di non avere più tempo di chiedere perché. Ho paura, tra poco dovrò raggiungere il cielo per mano di una volontà che non capisco, tra poco sarò morto, ucciso!
Ma cosa succede? c’è silenzio, hanno già sparato, mi stanno togliendo di dosso i corpi, mi stanno rivoltando, ma ...io non sono…forse, se... se fingo di…” –
Solo uno riuscì a salvarsi fingendosi morto tra i corpi dei suoi sventurati compagni e visse anche a lungo testimone di una delle tante storie aberranti del nazismo. Oggi quella piazza li ricorda con una lapide su cui sono elencati i loro nomi, mentre sono ancora visibili i fori provocati dai proiettili sul muro. Chi conosce la storia e si ferma a guardare dice di sentire ancora gli spari in un’unica successione! La città è stata designata di due medaglie d’oro al valore militare e quello civile per l’eccidio.
un pizzico di
un pizzico di storia...molto apprezzato questo tuo testo. grazie.
Non mi arrendo...
indosso nuove ali
e ricomincio a volare
Testimonianza molto
Testimonianza molto importante ... grazie.
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Scrivere è la liberazione dell'animo