Soliloquio inatteso

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Francesco Paolo

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Solo nella mia illuminazione ho l’idea dell’unica libertà che godo. Ogni contorno evapora ed ogni disgregazione del pensiero si solleva dagli occhi ed invade anche il vuoto. Nel flusso che m’avvolge fingo d’essere finalmente dove sono: sono dove l’acqua si respira e l’aria vola nel colore del fantastico mistero. Trovo l’orizzonte nella solitudine della mia cavità e l’infinito nel confine che più non sfugge. L’organo del mio corpo non ha più tempo!
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“Ma sono le mie mani queste? Come possono parlare le mie mani se non hanno pensieri, se non hanno riflessioni, se non hanno l’intelletto? Sono le mie mani queste? Come possono ascoltare, vedere, annuire, toccare ed anche baciare, se non hanno l’udito, gli occhi, la mente?”
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Dimmi, al pari di uno che come me sente di essere un altro, come posso amare lo scorrere del tempo? Dimmi, se l’amore di un uomo lampeggia e poi diventa pietra, se la fede prima ti sostiene e poi si gela, se anche la poesia scritta dall’Angelo del cielo si legge e poi è rifiuto come canto stonato.
Dimmi, prima che tutto ciò che scorre diventi rosso voluto e succhiato dall’inferno. Dimmi... ma mi ascolti?

Commenti

    Riflessioni intense...

    Riflessioni intense e ben descritte per un'intenso a tu per tu, con il proprio "io". Testo molto apprezzato... Complimenti!

      TEsto be narticolato e

     
    TEsto be narticolato e sensazioni ben riportate. A mio avviso una buona lettura.

    Non mi arrendo...

    indosso nuove ali

    e ricomincio a volare

    Sono sensazioni che credo di

    Sono sensazioni che credo di aver provato.

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    ..