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Blog di poesia AltraMusa, piccolo salotto letterario. Poesie, racconti, haiku, biografie, ebook da leggere on line. Iscrizione gratuita.
- certo che Marco, Matteo e Federica hanno super poteri e sono felice do poterne parlare con voi, ma mi raccomando silenzio, mantenete il segreto.-
Martina era troppo, troppo curiosa, certo lo erano anche gli altri, ma lei era la super curiosona dell’ospedale e quello che le aveva detto la dottoressa dei giocattoli, le aveva fatto alzare le super antenne della curiosità. Così di disse.
- superpoteri wow superfortissimo e quali?-
Ma la dottoressa le non le rispose alla domanda e continuò.
- andiamo a trovarli, sarei passata da loro dopo ma facciamo uno strappo alla regola, andiamoci ora.-
Così Renato, Sabrina, Claudia e Martina accompagnarono la dottoressa, nel super vietato a loro reparto di Oncoematologia che solo a dirne il nome uno si sente male.
Si guardarono bene dal dire alla dottoressa che era già stati in quel reparto, ma tanto lei aveva la capacità di sapere le cose anche quando non gli si dicevano, era proprio magica quella dottoressa.
Il professor “sono importante” all’inizio non voleva farli entrare, ma era impossibile resistere alla dottoressa dei giocattoli quando si metteva in mente una cosa, nessuno gli faceva cambiare idea.
I sette bambini ora facevano cerchio attorno a lei e lei iniziò.
- nessuno di noi può sapere quanto tempo staremo su questa terra, alcuni ci stanno più tempo altri meno e dopo di va tutti in cielo a giocare. Il tempo in cui stiamo sulla terra a volte sentiamo il dolore e troppo poco ridiamo, bene ecco ora vi dico come grazie alle radiazioni i nostri tre amici hanno acquisito dei superpoteri. Marco alzati in piedi.-
Marco sorridendo si alzò.
- Marco ha il superpotere di fare delle smorfie così divertenti che chi lo guarda non può fare a meno di ridere, ora tutti cercheremo di non ridere quando le fa e vediamo quanto tempo resistiamo.-
Marco iniziò a fare le smorfie e Claudia fu la prima a cedere, praticamente pochi secondi.
Una risata che contagiò tutti e che illuminò di luce tutti i reparti bui dell’ospedale.
- ora tocca Federica.-
Federica si mise al centro con un viso sorridente.
- sapete cosa sa fare Federica? Ha il potere di inventare nomi nuovi. -
Federica sorridendo iniziò a raccontare di come cosa fossero le Cioccolose da mangiare, le scarpe
- ora tocca a Matteo, vieni Matteo.-
Matteo era il più silenzioso di tutti, lui portava una benda a coprire la testa senza capelli, ma aveva un super sorriso, non era solo quello il suo super potere, Matteo aveva dei fogli in mano e li fece vedere.
Subito i bambini stupiti guardarono i personaggi buffi disegnati e iniziarono a riconoscerli, Martina li indovinava tutti.
- Questa è Mangiapistacchi, questo è il dottor Puzzadifumo, questa sei tu dottoressa ahah.-
Il tempo passò in fretta e venne l’ora di lasciarsi, anche perché un infermiere era venuto a dire loro che era l’ora della visita medica, che pizza.
Però, ora per magia c’era tanto più luce nei corridoi e la puzza di ospedale era meno intensa, merito dei tre super eroi senza capelli e dei loro supersplendidosi poteri, come avrebbe detto Federica.
Sono d'accordissimo...
Sono d'accordissimo con Tiziana! Sei una persona che ha un gran cuore e le tue favole, è vero che non possono guarire certe malattie, ma danno tanta ma tanta forza, e tanto tanto sorriso al cuore dei bambini. Vederli sorridere di gusto è già una gran vittoria sulle difficoltà della vita.
Bella... bella! Mi hai commosso!
Non vorrei essere sopravvalutato
sortilegio
però davvero vorrei fossero dei bambini di un ospedale a commentarmi, siano essi di Cagliari o Catania, di Roma o MIlano. Sono spietati i bambini e non so se gli piacerebbero queste favole
http://www.apostrofo.com/phpBB2/viewtopic.php?t=55158
http://hariseldom.splinder.com/
http://eleonoraruffogiordani.splinder.com/tag/giuseppe_diodati_hariseldo...
Come sempre incanti
Come sempre incanti sortilegio,
come sempre fai sorridere e riflettere.
Non credo sia importante la quantità
della permanenza sulla terra,
ma la qualità sicuramente sì,
e tutti, ma proprio tutti siamo invitati,
almeno a tentare,
di rendere il mondo un pochino più bello e accogliente.
E' vero, tu non sei un medico e non puoi
prolungare la vita di questi piccoli che sono costretti
alla sofferenza, ma sicuramente regali loro
attimi di "gioia pura" rendendo il loro soggiorno
meno doloroso.
Ti ammiro molto Giuseppe sei una bellissima persona
e leggerti è sempre un piacere anche per me
che non sono più bambina.
Io non sono medico
sortilegio
Non sono medico e non posso fare nulla per chi è malato, non posso allungargli la vita ma posso cercare di farlo sorridere.
La vita di ciascuno non è lunga o corta ma bella o brutta e io cerco solo di far sorridere chi è in un ospedale.
Ecco perchè ho scritto queste piccole storie.
Spero di aver fatto sorridere qualche bambino, il resto non mi importa i grandi spesso non sanno più leggere le favole, purtroppo.