Email della redazione
altramusa [chiocciola] gmail.com
Sostituisci [chiocciola]
con il relativo simbolo
Blog di poesia AltraMusa: scrivere e pubblicare poesia gratis online. Ma non solo poesia: racconti, haiku, ebook... Iscrizione libera.
Per Gianfranco
Non ho voglia di morire oggi, non ho nemmeno
speranza si morire oggi: sono in piena
attività cerebrale: sono come gli altri –
candida, della tua morte fiorita d'oltretombe
della tua morte offerta a premio, del
tuo intimidito sorriso giovanile, della
tua sfacciataggine sicura e spretata. Sono
sicura che tu cambierai registro, sono sicurissima
che non mi amerai neppure là, dove vai
e dove andrò io, vivente. Sei mai sicuro
tu di questa stessa cosa, faccenda, delirante
sicurezza d'invecchiare?
"Non sono sicura d'esserti vicino, mai
ho sicurezza intera di te, che spiando
mi ragguagli o raggiungi... Competizione!
la vita senza guinzagli, garbugli, gola
o freschezza impervia". Deliravo, e mi
misi ad armeggiare per correggere questo
vizio... di saperti armato di sapienza
di saperti lontano un quarto di miglia
come se tutta la sapienza al mondo potesse
sbranar cani come io già sto facendo, come
io già farò, riposandomi in questa baracca
riposandomi in questa ricerca di te che muori
quasi allegramente. – Perché, tanto sorriso
e tanta educazione? Nei sorrisi arabescati
del vino fluente e secco, superbo il
vino ma mista la miscela!
E sono morta ormai vicino al tuo scoccare
frecce intere per il mio parmigiano, nel
ridere di vita e morte interezza e spugna
non ho più nulla da dire, come te, come te, che
spari o sparisci.
O mio fiato
O mio fiato che corri lungo le sponde
dove l'infinito mare congiunge braccio di terra
a concava marina, guarda la triste penisola
anelare: guarda il moto del cuore
farsi tufo, e le pietre spuntare
sfinirsi
al flutto.
Tu rubi
Tu rubi da anni l'antico eremitaggio
con cui concubine e ragazze si pegnavano
l'anima – tu rubi i fusti più delicati della
pietà-
e non paghi. Attendi l'ora che suonerà
la tua disfatta immagine, attendi l'oro che suonerà
la tua precipitosa fuga! Ora tu abbigli con
gli stalloni della fiertà, - domani ti stirerai
rotta fra gli stracci della pietà.
Se la colpa
Se la colpa è degli uomini allora che Iddio venga
a chiamarmi fuori delle sue mura di grossolana cinta
verdastra come l'alfabeto che non trovo. Se il muro
è una triste storia di congiunzioni fallite, allora
ch'io insegua le lepri digiune della mia tirannia
e sappia digiunare finché non è venuta la gran gloria.
Se l'inferno è una cosa vorace io temo allora essere
fra di quelli che portano le fiamme in bocca e non
si nutrono d'aria! Ma il vento veloce che spazia
al di là dei confini sa coronare i miei sogni anche
di albe felici.
La notte
La notte era una splendida canna di giunco
i suoi provvisori accecamenti erano di giunco
i suoi averi scappavano dalla mie mani
le sue filantropie anche erano di giunco.
Oh potessi avere la leggerezza della prosa
o di quel inverno che fu così ben racchiuso
fra i tetti impiantati: questa strada d'inverno
è come se qualcuno l'avesse saccheggiata.
Oh potessi realizzare la rissa degli angioli
indovinati fra le colonne vertebrate, così
come la strada precipita senza segno, senso
per un vuoto putiferio per un mistico
soliloquio.
Candida
Con tutta la candida presunzione della mia
giovane età stabilivo inventarii. Rose coronavano
le mie pezze la luce brillava attraverso un
occhio quasi crudele.
La regola d'onore era l'inesperienza! Regolatevi
secondo il momento giusto esclamò l'analfabeta.
(da "Antologia poetica" – Garzanti 1987)
Amelia Rosselli (Parigi, 24 marzo 1930 – Roma, 11 febbraio 1996), figlia dell'esule antifascista Carlo Rosselli, teorico del Socialismo Liberale, e di Marion Cave, un'attivista del partito laburista di fede quacchera. Nel 1940, dopo l'assassinio del padre e dello zio ad opera delle milizie fasciste in Francia (1937), esiliò con la famiglia, esperienza che determinò il carattere apolide ed insieme personalistico della sua opera.
E' rimasta una figura di scrittrice unica per il suo plurilinguismo. Ha vissuto gli ultimi anni della sua vita a Roma, dove è morta suicida per cause connesse ad una grave depressione. La data del suicidio segna forse volontariamente un nesso indelebile con quella di Sylvia Plath, autrice che la Rosselli tradusse ed amò anche sul piano dell'indagine biografica.
Ella ebbe a scrivere: "Una problematica della forma poetica è stata per me sempre connessa a quella più strettamente musicale, e non ho mai in realtà scisso le due discipline, considerando la sillaba non solo come nesso ortografico ma anche come suono, e il periodo non solo un costrutto grammaticale ma anche un sistema. [...] Ma se, degli elementi individuabili nella musica e nella pittura spiccano, nel vocalizzare, soltanto i ritmi (durate o tempi) ed i colori (timbri o forme), nello scrivere e nel leggere le cose vanno un poco diversamente: noi contemporaneamente pensiamo..."
In tal caso non solo ha suono (rumore) la parola; anzi a volte non ne ha affatto, e risuona soltanto come idea nella mente. [...] La lingua in cui scrivo volta a volta è una sola, mentre la mia esperienza sonora logica associativa è certamente quella di molti popoli e riflettibile in molte lingue. Ed è con queste preoccupazioni ch'io mi misi ad un certo punto della mia adolescenza a cercare le forme universali [questa la classificazione considerata dalla Rosselli: lettera, sillaba, parola, frase, pensiero]. [...] Premettevo che il discorso intero indicasse il pensiero stesso, e cioè che la frase (con tutti i suoi coloriti funzionali) fosse una idea divenuta un poco più complessa e maneggiabile, e che il periodo fosse l'esposizione logica di una idea non statica come quella materializzatasi nella parola, ma piuttosto dinamica e «in divenire» e spesso anche inconscia.[...] Quanto alla metrica poi, essendo libera essa variava gentilmente a seconda dell'associazione o del mio piacere. Insofferente di disegni prestabiliti, prorompente da essi, si adattava ad un tempo strettamente psicologico musicale ed istintivo. [...] Interrompevo il poema quando era esaurita la forza psichica e significativa che mi spingeva a scrivere; cioè l'idea o l'esperienza o il ricordo o la fantasia che smuovevano il senso e la spazio. [...] Ma [...] la realtà è così pesante che la mano si stanca, e nessuna forma la può contenere. La memoria corre allora alle più fantastiche imprese (spazi versi rime tempi)." Considerazioni che arricchiscono e non poco la figura di valente personaggio della nostra letteratura. L'illuminazione poetica ricerca zone di profonda sospensione, evoca grazia di ricchi e molteplici significati, provoca senza mezzi termini l'intenzione di dire ed il già detto.
N.d.R. Ricordiamo agli utenti che su AltraMusa sono presenti altri testi ed un video di Cristina, dedicati ad Amelia Rosselli. Per collegarsi alla relativa pagina, cliccare qui.
Accipicchia
Cosa dovrei dire?
Nulla...silenzioso silenzio e occhi chiusi per assimilare le parole lette
Ho letto con vivo interesse
Ho letto con vivo interesse le poesie di Amelia Rosselli che trovo squisitamente pregevoli. La semplicità e al contempo la profondità d'animo, tra questi versi racchiusa, e con la quale la poetessa si propone, è a dir poco ammirevole.
E' una lettura che non stanca, che fa riflettere, riuscendo a trasmettere emozioni e gran coinvolgimento. Grazie!
redattore AM
Tanto di cappello per una
Tanto di cappello per una Donna che ha fatto della poesia un intenso ricettacolo di pensieri e parole di rara profondità.
Un ermetismo, se vogliamo, che regala molteplici chiavi di interpretazione.
Da leggere, da trarvi l'esempio di come un vissuto, piccolo o grande che sia, possa avvalersi dei passaggi esperienza/dolore/saggezza/poesia.
Ammiratissima
Mela
.
http://melarea.splinder.com/
Poetessa da leggere e da
Poetessa da leggere e da rileggere ... di grande ispirazione, validissima.
www.pensierinsintonia.splinder.com
Scrivere è liberazione dell'anima
Oh che bella sorpresa
per me ritrovarla qui. Grazie infinite a chi l'ha proposta (Mr Spagnuolo?).
Ebbi occasione di vedermela vicino in un periodo non felice per lei, magrissima,pallida...Dolce soave Amelia... Il cui poco che lessi influenzò il mio pensare la poesia come musicale...Un piacere rileggere e riascoltare cose...come dal fondo della memoria. Commosso.
Grazie.
giuga1
Non conosco questa autrice,
Non conosco questa autrice, ma leggo con piacere che non tutti
sono o erano concordi sulla musicalità delle parole, su una metrica
prestabilita e su tutto quanto possa essere un limite alla libera espressione
di un autuore.
Mi piace molto tra le sue opere qui indicate Candida
a mio modo la leggo come un dare valore anche alla parola
di un analfabeta
io interpretavo il
io interpretavo il riferimento all'analfabeta come a dire che esiste una sorta di intrinseca predisposizione alla musicalità,che va ben oltre la tecnica. come se un analfabeta possa comunque suggerire un ritmo ed un suono giusto per dei versi ben scritti perchè il parametro è interiore.... però non so se significhi questo..... è giusto una mia piccola idea...
a me amelia rosselli piace da morire... ne ho sentito parlare per la prima volta su un autobus da un professore universitario.... bello come la vita ci lasci inciampare per caso in questi piccoli tesori...!
Forse espresso in maniera
Forse espresso in maniera diversa, ma direi che tutto sommato abbiamo dato
valore all'importanza che chiunque può dare qualche cosa alla poesia